Stresa, 1935: la Conferenza che avrebbe dovuto evitare la seconda guerra mondiale.

Ottantacinque anni fa i leader di Francia, Inghilterra e Italia si incontravano a Stresa per condannare il riarmo tedesco e la violazione del Trattato di Versailles.

PREMESSE

Nel luglio del 1934 il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss fu assassinato da un gruppo di nazisti. Mussolini, che considerava l’Austria uno Stato cuscinetto ai confini nord orientali dell’Italia, inviò quattro divisioni al Brennero per bloccare il tentativo di Anschluss (annessione) nazionalsocialista dell’Austria al III Reich. Questo scacco però non indusse Hitler ad abbandonare i progetti per la conquista di uno spazio vitale nei territori contigui alla Germania. La reintegrazione della coscrizione obbligatoria (16 marzo 1935) permise il reclutamento di 36 divisioni e la formazione di una forza aerea, violando le clausole militari del Trattato di Versailles.

LA CONFERENZA DI STRESA

Da sinistra a destra si riconoscono: Laval, Mussolini, MacDonald e Flandin (ministro francese).

Dall’11 al 14 aprile il ministro degli Esteri francese Pierre Laval, il primo ministro britannico Ramsay MacDonald e il capo del governo italiano Benito Mussolini, si riunirono nella Conferenza di Stresa, dall’omonima città piemontese sul lago Maggiore. I tre statisti condannarono il riarmo tedesco e il revisionismo del trattato di Versailles, ribadendo così gli accordi di Locarno e l’indipendenza austriaca. Al termine della conferenza fu siglato un accordo, che avrebbe dovuto evitare una nuova guerra mondiale: una copia si trova ancora a Palazzo Borromeo sull’Isola Bella.

Il “fronte di Stresa” previde una semplice dichiarazione d’intenti, che fallirono dopo qualche mese, perché ognuno agiva per conto proprio:

Il 2 maggio la Francia sottoscrisse un accordo di reciproca assistenza con l’Unione Sovietica, che impegnava le due parti a venirsi in aiuto nel caso di un attacco da parte di uno Stato europeo. Questo accordo avvinghiava la Germania nella stessa morsa che l’aveva stretta durante il primo conflitto mondiale, quando la repubblica francese si era accordata con l’allora impero russo per indebolire il militarismo tedesco.

Il 18 giugno l’Inghilterra, all’insaputa di Francia e Italia, stipulò un trattato navale con la Germania, permettendole di allestire una flotta, a patto che non superasse quella inglese. Francia e Inghilterra avrebbero dovuto dichiarare guerra alla Germania già a partire dalla denuncia del Trattato di Versailles o tutt’al più nel 1935 quando Hitler reintrodusse l’obbligo di leva, ma non lo fecero, perché seguivano la politica dell’appeasement (pacificazione), che intendeva placare le mire espansionistiche del Führer, scongiurando ogni possibilità di conflitto bellico per favorire il parere dell’opinione pubblica, che non si era ancora ripresa dalla strage della grande guerra.

I primi di ottobre Mussolini invase l’Etiopia, raggiungendo l’obiettivo sbandierato dalla sua propaganda di far rinascere l’impero romano, ma Francia e Inghilterra non appoggiarono le sue mire espansionistiche, costringendo l’Italia a delle sanzioni punitive. Ciò indignò a tal punto il duce da rompere l’amicizia diplomatica con Francia e Inghilterra per avvicinarsi alla Germania hitleriana.

Il trattato navale, la fragilità della Francia, intenta a placare disordini sociali subito dopo il governo di Léon Blum, e la guerra d’Etiopia sancirono la rottura del fronte di Stresa. Hitler, in queste debolezze, trovò il suo lasciapassare e procedette indisturbato alla militarizzazione della Renania, violando l’ennesima istanza del trattato di Versailles. Italia e Francia assistettero impassibili alla capitolazione di due importanti barriere difensive: l’Austria e la Renania. Di li a poco Mussolini sottoscriverà l’asse Roma – Berlino.

FONTI:

– Valerio Castronovo, Un mondo al plurale: dalla fine dell’Ottocento alla seconda guerra mondiale, 3a, La Nuova Italia, Milano, 2012, pp. 419-421

– Buchanan, Patrick ‘Pat’ Joseph, Churchill, Hitler, e la guerra non necessaria: come la Gran Bretagna perso il suo impero e l’Occidente ha perso la mondo , New York: Crown, ISBN  0-307-40515-X.

– Archivio Storico Istituto Luce, www.archivioluce.com

– Youtube British Pathè. Cinegiornale Pathè Gazette.

 

Informazioni su Angela Sabatino

Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.
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