L’etimologia della parola ‘filosofia’ è data dall’unione delle parole greche:

φιλεῖν (phileîn) + σοφία (sophía) = amore per il sapere

Per lo storico Diogene Laerzio la parola è stata coniata da Pitagora e indica la ricerca dell’ἀλήθεια (aletheia), ossia il “progressivo svelamento” attuato da colui che indaga la realtà per il desiderio di conoscere. La filosofia non studia un determinato ambito della realtà, ma le cause ultime di tutto ciò che esiste. Il cuore pulsante della filosofia, infatti, è la domanda, che nasce dalla meraviglia e a cui segue un tentativo di risposta.

  • Per gli Orientalisti la filosofia è stata importata dalle civiltà afro – asiatiche, in cui il sapere era visto come una rivelazione impartita dall’alto, aveva una funzione utilitaristica ed era rivolto ad una ristretta cerchia di persone.
  • Per gli Occidentalisti la filosofia è stata inventata ex novo nella Grecia arcaica e rappresenta un’indagine accessibile a tutti. Il filosofo non indaga la realtà per uno scopo utilitaristico, ma per un disinteressato amore di verità.
  • Per il filologo classico e grecista inglese Martin L. West i presocratici utilizzarono il pensiero orientale per riadattarlo in Occidente.

La filosofia è nata prima nelle colonie orientali dell’Asia e poi in quelle occidentali della Magna Grecia, dove non c’erano caste sacerdotali che detenevano il potere assoluto ed erano venerate come divinità. La posizione geografica delle colonie favoriva gli scambi tra Oriente e Occidente, incrementando non solo il commercio, ma anche il confronto culturale. Ad Atene solo dopo la fine delle guerre persiane (490 – 480/78 a. C.) e la costituzione della Lega di Delo si procederà allo svecchiamento delle strutture tradizionali, dando luogo alle istituzioni democratiche (πόλεις), che favorirono la nascita della filosofia.

La cultura greca – arcaica ha tre aspetti che anticipano la filosofia:

  • La poesia greca ha scoperto l’unità della legge al di sotto delle vicende mutevoli della vita umana come la filosofia ha rilevato l’unità nella molteplicità dei fenomeni naturali. L’epica ha una funzione educativa, in quanto dai suoi racconti è possibile estrapolare dei modelli da seguire come l’ἀρετή (areté) dell’astuto Ulisse, che riesce con la ragione a cavarsela in ogni circostanza; la καλοκἀγαθία (kalokagathìa), una formula data dall’unione dei due aggettivi greci καλός καί ἀγαθός (bello e buono), in quanto l’ideale di bellezza per un uomo greco ricopriva ogni aspetto umano dall’estetica al temperamento; e la παιδεία (paideia), l’istruzione dei fanciulli, che mirava a formare i futuri cittadini. I testi della poesia epica forniscono informazioni su credenze, usanze ed eventi, elaborano le prime cosmologie e delineano una concezione antropomorfica della divinità, per cui gli dei hanno passioni e difetti terreni.
  • Esiodo pone il problema dello stato originario, tentando delle risposte mitiche attraverso delle personificazioni. Le prime risposte che si diedero gli uomini, infatti, sono state di carattere mitico. L’uomo ha inventato il mito per ripararsi dall’angoscia di ciò che non conosce, esso ha in comune con la filosofia la volontà di conoscere il mondo, ma il mito si presenta come una narrazione fantastica, ricca di simboli e collocata in un tempo assoluto. La filosofia, invece, è un processo dialettico razionale che osserva la nuda e cruda realtà, formulando ipotesi e postulando soluzioni in un tempo storiograficamente determinato.
  • Le religioni misteriche (il culto di Dionisio, i misteri Orfici ed i misteri Eleusini) avevano lo scopo di purificare l’anima dell’iniziato e sottrarla alla reincarnazione (da qui la teoria della metempsicosi di Pitagora). Le parole mito e mistero derivano dalla radice indoeuropea “mu” che aveva il significato di “chiudere la bocca”. Si tratta di un ascolto passivo, che non richiede alcun tipo di ricerca. La filosofia, invece, è un ascolto attivo che segue un processo logico (da λέγειν = raccogliere) rivolto ad ogni uomo. Chi esercita il logos, infatti, raccoglie le identità e i caratteri comuni, in base a cui poi fonda concetti e teorie.

«I Greci senza dubbio – afferma Hegel – ricevettero più o meno dall’Asia, dalla Siria, dall’Egitto, i germi della loro religione, della loro cultura, del loro ordinamento sociale; ma seppero talmente cancellare quanto in siffatta origine vi era di straniero, e talmente trasformarlo, elaborarlo, capovolgerlo, farne insomma un’altra cosa, che tutto ciò che essi, al pari di noi, vi apprezzano, riconoscono, amano, è appunto ciò che è essenzialmente loro».

Bibliografia:

– N. Abbagnano, G. Fornero, Figure della Filosofia, Paravia, 1999.

– H. G. Gadamer, L’inizio della filosofia occidentale, Milano, Guerini e Associati, 1993.

– F. Hegel, Lezioni sulla storia della filosofia, Laterza, ed. 4, 2013.

– M. L. West, La filosofia greca arcaica e l’Oriente, Il Mulino, 1993.

 

Immagine:

– Raffaello, La scuola di Atene (1509 – 11) Musei Vaticani.

 

 

 

 

 

 

Di Angela Sabatino

Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.

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