San Marco del vento e delle fave

Ad affiancare la celebre Santa Fortunata nel patronato della città di Baucina, in provincia di Palermo, è San Marco Evangelista, che viene festeggiato dal 23 al 28 Aprile. La leggenda narra che la statua del Santo fosse destinata al paese di Ciminna, ma appena giunta al crocevia fra Baucina e Ciminna, una forte pioggia costrinse il carro a riparare nella vicina masseria, dove oggi si trova la chiesa del Santo.

San Marco Evangelista

Il giorno della festa la funzione viene celebrata sul sagrato della chiesa e la statua viene portata in processione alla Chiesa Madre di Santa Rosalia, dove rimane per tutta la durata dei festeggiamenti. In onore al santo evangelista i campi vengono benedetti e la sua “vara” è adornata con cospicui mazzi di fave, in segno di ringraziamento per il generoso raccolto. Nell’economia di Baucina le fave avevano un ruolo fondamentale, alla stregua del frumento. La fava secca, in particolare, costituiva un  apporto proteico vegetale per le persone e un ottimo alimento di ingrasso per gli animali.

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26 Novembre 1971: Nuova sciagura a Baucina

La guerra porta solo morte e distruzione anche anni dopo la fine dei combattimenti e a pagarne le conseguenze sono sempre i più piccoli, gli indifesi.

Il 26 novembre del 1971 a Baucina si è verificato lo scoppio di un residuo bellico della seconda guerra mondiale: una bomba a mano O.T.O. che coinvolse tre bambini.

Secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti Diego D’Alessandro (11 anni), Benito Di Pisa (9 anni) e Tommaso Lo Cascio (3 anni) stavano giocando presso la Villa Comunale prima di andare a scuola. I fatti si sono svolti tra le 8,00 e le 8,30 del mattino quando, tra le macerie di una stalla diroccata, fu trovato un oggetto che attirò la loro attenzione e con cui si misero a giocare. Fu l’inizio della tragedia. Nel tentativo di vedere cosa ci fosse all’interno, Diego D’Alessandro la colpì con una pietra e si attivò la detonazione. Per lui  non ci fu nella da fare: morì sul colpo. Per Tommaso Lo Cascio e Benito di Pisa inizia una corsa contro il tempo per salvare loro la vita e furono portati uno all’Ospedale  dei Bambini e l’altro all’Ospedale Civico di Palermo.

Tommaso riporta ancora oggi i segni delle schegge che investirono il suo corpo e Benito è rimasto cieco.

La famiglia D’Alessandro era originaria di Bagheria, dopo essere emigrata in Germania prese in gestione un panificio a Baucina dove Diego dava una mano al padre prima di andare a scuola, così come aveva fatto quella sciagurata mattina.

Oggi questo triste evento è ricordato da una scultura posta nella villa comunale dell’artista Enzo Puleo che riporta la poesia “Ancilu di chiazza” del poeta Rosolino Gallina.

Scultura dell’artista Enzo Puleo.
Poesia “Ancilu di Chiazza” del poeta Rosolino Gallina.

 

Tutto ciò deve farci riflettere ogni giorno, farci tenere la guardia alta perché tutti noi iniziando nel nostro piccolo ci prodighiamo perché non ci siano più guerre, farci capire che la violenza, a qualunque livello, non è mai una soluzione.

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1992 – 2017: 25 anni di Avis Baucina

Vorrei tornare a parlare di Baucina, quel paesino in cui sembra non succedere mai nulla, quel paesino che sembra non avere nulla. Tutto ebbe inizio il 9 Dicembre del 1992 quando venti persone firmarono l’atto di fondazione dell’Avis comunale di Baucina. Già nel suo primo anno di attività, il 1993, il numero di soci salì a 65 per un totale di 72 Unità di Sangue raccolte. Ma la storia della solidarietà di Baucina è ben più lunga, infatti dal 1989 il signor Salvatore “Totino” Ciringione (futuro presidente dell’Avis provinciale di Palermo) organizzava già delle raccolte nel piccolo centro, appoggiandosi alla sezione di Palermo. Totino è inoltre lo stesso a cui si deve l’iniziativa dell’istituzione della sezione di cui stiamo parlando. Ma se dobbiamo ad esso la nascita; la crescita e lo sviluppo vennero grazie alla guida paterna dell’attuale presidente: l’irriducibile Francisco Arnone. La strada non è stata semplice, da allora ben 491 soci sono passati dai lettini (attualmente sono 250) e sono state raccolte 6326 unità di sangue. Adesso parliamo dei protagonisti di questa meravigliosa favola: i donatori. Essi con spirito di altruismo hanno donato non solamente del sangue, ma speranza e vita ai più deboli e bisognosi, senza mai chiedere nulla in cambio. Loro sono l’Avis; i bambini che pensano siano dei momenti magici le donazioni e che tutto si concluda con il succo di frutta sono l’Avis; le persone che, pur non essendo donatori, si sacrificano affinché tutto possa svolgersi al meglio sono l’Avis. Allora gli auguri voglio rivolgerli ad ogni singolo membro di questa grande famiglia, delle persone straordinarie che ogni giorno salvano delle vite nell’anonimato e col sorriso sulle labbra. Ci vediamo alla prossima sacca!

Il comunicato del Presidente in occasione del 25 Anniversario della fondazione della sezione di Baucina.

3 Gennaio 1948: gli Angeli di Baucina

Baucina è un piccolo centro alle porte di Palermo, uno di quei paesi in cui sembra non accadere mai nulla, in cui tutto sembra scorrere liscio e che anche la guerra lo abbia lasciato immutato. Eppure non è così. Andiamo ai fatti: il 3 Gennaio del 1948, nella prima bella giornata di sole, dopo un periodo di pioggia,  i bambini  ne approfittarono per andare a giocare alla villa comunale. Quella era una giornata come tante, forse resa più bella dal tanto atteso bel tempo. Improvvisamente tutto cambiò: uno di loro portava in mano un oggetto, un “salvadanaio”, dal suo punto di vista, e propose agli amici di dividere il contenuto se lo avessero aiutato ad aprirlo. I ragazzi naturalmente accettarono: lo aprirono e non trovarono soldi, ciò che scaturì fu solo morte e dolore. Quando la rimontarono si generò una grande fiamma azzurra. Capirono troppo tardi che quel “salvadanaio” in realtà era una bomba, un residuo bellico della seconda guerra mondiale. L’esplosione causa la morte di quattro bambini: Alessi Antonino, Cuccia Giuseppe, Piazza Rosario e Puleo Salvatore. Altri persero la vista ed altri ancora mostrano oggi le ferite di quel giorno. I ragazzi furono portati all’ospedale della Filiciuzza, oggi Ospedale Civico di Palermo con i camion privati di alcune ditte edili e di trasporto. Un sopravvissuto racconta che il suo soccorritore, amico della sua famiglia, non lo riconobbe tanto era deturpato in viso. I quattro angeli di Baucina sono morti nel luogo in cui si commemorano le vittime delle due guerre mondiali, nel luogo dove già da tempo si guardava alla guerra come portatrice di morte e loro ne furono le vittime innocenti.

Davanti una lapide

Nel 1971, nel medesimo luogo, un altro bambino morì a causa di un altro residuo bellico, il suo nome era Diego, ed altri due bambini rimasero coinvolti. A ricordare questo secondo scoppio vi è un’opera dell’artista Enzo Puleo sulla quale vi è incisa la poesia “Ancilu di chiazza” del poeta Rosolino Gallina.

Sull’argomento cfr., G. Guarino, 3 Gennaio 1948. Strage degli innocenti a Baucina, (a cura di) F. Lo Nigro, C. Botta.

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