Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.

LA PERIODIZZAZIONE DEL «MEDIOEVO»

Uno dei principali obiettivi di uno storico consiste nella periodizzazione, un’operazione culturale che interpreta il passato, individuando nel flusso del tempo momenti di continuità e discontinuità. Del tempo esiste una concezione:

  • Ciclica: che è ripresa dal ciclo della vita (nascita – sviluppo – morte – rigenerazione)
  • Lineare: che parte dall’idea di progresso sorta in età illuministica. 

Per gli umanisti del XV secolo la nozione di medioevo derivò dal ritorno agli splendori culturali del mondo classico.

NASCITA MORTE RIGENERAZIONE
Età classica Medioevo Umanesimo

Il nome medioevo (con le varianti medium aevum, madia aetas e media tempestas) si diffonde in epoca umanistica. Convenzionalmente la manualistica italiana individuava l’inizio del medioevo nel 476 con la caduta dell’impero romano d’Occidente, quando Odoacre depose Romolo Augustolo ed inviò le insegne imperiali a Costantinopoli.

Thomas Cole, The Course of Empire Destruction, 1836. Oggi a New York presso l’Historical Society

L’episodio allora non fu caratterizzante per i contemporanei, ma per i posteri, dimostando che i cambiamenti ai vertici istituzionali siano quelli più importanti. Sono state prese in considerazione altre date d’inizio:

  • 313 d. C. Costantino concede la libertà di culto ai cristiani
  • 410 d.C. Il visigoto Alarico saccheggia Roma
  • 622 d. C. Egira e affermazione dell’Islam

Lo stesso discorso vale anche per la fine del Medioevo:

  • 1492: Scoperta dell’America e conseguente apertura dell’Europa verso l’Atlantico e le rotte commerciali.
  • 1453: Conquista di Costantinopoli da parte dei turchi
  • 1348: Epidemia di peste nera
  • 1522: Concilio di Worms

Non esiste una data giusta e una sbagliata, ma si può fare un uso sbagliato delle date. Un singolo avvenimento non può sconvolgere tutti gli aspetti della vita umana. Una data rimanda ad un solo aspetto del cambiamento.  Tuttavia si possono individuare fasi in cui si addensano mutamenti che convergono tutti nello stesso periodo, come quelli intorno all’anno mille, dall’espansione dei franchi allo sviluppo dei comuni.

Carnevale: le maschere tradizionali

 

Per “Carnevale” si intende una festa che precede la Quaresima. L’origine del termine è soggetta ad interpretazioni diverse: c’è chi supporta l’espressione car navalis, il rito della nave sacra portata in processione su un carro; altri sostengono la formula carnes levare “togliere la carne”, alludendo ai digiuni quaresimali. Il Carnevale si conclude con il martedì grasso, il giorno prima del  mercoledì delle Ceneri.

Nei giorni di Carnevale si balla e si indossano delle maschere che richiamano personaggi di oggi e di ieri. Le maschere tradizionali italiane nacquero verso la fine del XIII secolo. Molti personaggi della cultura carnevalesca popolare ricorrono nelle commedie di Goldoni.

La maschera di Arlecchino nasce in Lombardia e precisamente a Bergamo. La leggenda narra che la madre, una donna umile, gli realizzò quell’abito originale assemblando tante stoffe colorate. Di Bergamo è anche la maschera di Brighella, che impersona un servo astuto e bugiardo. Il nome deriva dal verbo “brigare” che significa “intrigo”. Meneghino, invece, è di Milano. Il suo outfit è caratterizzato da un cappello a tre punte sopra una parrucca alla francese. Il suo look rispecchia l’amore per la libertà e la ribellione. Meneghino è un paladino di giustizia, estremamente generoso e prodigo.  Balanzone è una maschera che ha i natali nella città emiliana a cui si fa risalire la più antica università italiana di ambito giuridico: Bologna. Il dottor Balanzone è presuntuoso, saccente e chiacchierone. A Venezia troviamo la maschera di Pantalone, il cui nome forse deriva da San Pantaleone, è un vecchio mercante avaro e amante delle belle cortigiane. La storia narra che costui diede in sposa sua figlia, Rosaura, ad un vecchio aristocratico che la rese subito vedova. La bella ragazza però amava Florindo, ma il suo amore era ostacolato dal padre, che avido di ricchezze non l’avrebbe mai data in sposa allo squattrinato ragazzo. Ciononostante Rosaura riusciva, tramite la sua fedele amica  Colombina a far avere all’amato le sue lettere d’amore. Quest’ultima è la compagna del geloso Arlecchino, una donna seducente e vanitosa. Gianduia è una maschera piemontese, il cui nome forse deriva da “Gioanin dla doja”. La doja è un contenitore di vino. Questo personaggio è gioioso, conservatore e fedele alla sua compagna Giacometta. Tartaglia è un omino calvo, miope e balbuziente (da qui il nome Tar – taglia) originario di Napoli. Non è certo di che cosa si occupi, perché alcuni lo descrivono come uno speziale (l’attuale farmacista) altri come un esperto avvocato.  Conterraneo di Tartaglia è Pulcinella (la più antica del nostro Paese), è un napoletano simpatico sempre alla ricerca di cibo. Stenterello è l’unica maschera fiorentina, che rappresenta un uomo dalla lingua lunga e un po’ codardo, che con fortuna e furbizia riesce sempre a cavarsela. La tipica maschera calabrese è quella di Giangurgolo, il cui nome sembra voler dire “Gianni-gola-piena”. La storia che vede protagonista questo personaggio narra che il 24 giugno 1596, nel convento di Santa Maria della stella di Catanzaro fu abbandonato un bambino a cui fu dato il nome di Giovanni, dal nome del Santo che figurava sul calendario nel giorno del suo ritrovamento. Divenuto adulto salvò uno spagnolo da un’aggressione, ma dopo pochi giorni l’uomo morì, lasciandogli una cospicua eredità. Giangurgolo è il tipico spaccone che esige rispetto senza darne in cambio. Peppe (o Beppe) Nappa è la maschera tipica del Carnevale di Sciacca. Il suo nome deriverebbe da “Peppe” che nel dialetto siciliano è il diminutivo di Giuseppe. Per “Nappa” si intende la “toppa dei calzoni” ad indicare la sua povertà. Questo personaggio inscena un servo pigro e combinaguai che viene ogni volta sgamato e punito.

 

 

 

 

I 50 ANNI DEL TERREMOTO DEL BELICE: CORREVA L’ANNO 1968

I siciliani avevano da poco salutato il 1967, quando nella notte fra il 14 e il 15 Gennaio del 1968 la valle del Belice, che comprende le province di Trapani, Palermo ed Agrigento fu colpita da un violento terremoto. Le scosse iniziarono nel primo pomeriggio della giornata del 14 per poi protrarsi per diversi giorni, angosciando i siciliani, molti dei quali persero la vita o alcuni membri della famiglia. In tanti abbandonarono le proprie case per trovare sicurezza all’interno di tende sistemate all’aperto alla meno peggio. Corleone non fu tra i paesi più colpiti, ma l’irruenza delle onde sismiche si fece sentire anche nel mio territorio, distruggendo parecchi edifici e case. In quegli anni mio nonno paterno, Domenico Sabatino (1894 – 1988), un contadino di settantatré anni con un’ istruzione di terza elementare, rimase colpito da quelle giornate e ne volle lasciare memoria tramite un componimento poetico molto esaustivo.

Di seguito troverete la poesia che mio padre ha custodito per cinquanta anni con una parafrasi per aiutare nella lettura del testo, anche se scritto con una calligrafia piuttosto chiara e ordinata.

Continue reading

I “Presocratici” 

Aristotele fu il primo ad abbozzare una storia della filosofia. Nella Metafisica egli ricostruisce la storia della filosofia a lui precedente. In realtà  non gli interessava scrivere una “storia della filosofia”, ma  riprendere tutto quello che si era detto su un dato argomento per poi affrontarlo a sua volta. Non è un caso, infatti, se Aristotele presenta una storia della filosofia per problemi e non per autori.

Continue reading

Amare significa non aver paura di chi ci sta accanto!

Oggi, 25 novembre 2018, in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, vorrei condividere un mio pensiero con voi.  Non è mia intenzione proporvi un becero qualunquismo, confezionando frasi usate e abusate da professionisti, media e chicchessia.

Continue reading

Grimm

Grimm è una serie tv statunitense, prodotta dal 2011 al 2017 da  David Greenwalt e Jim Kouf.

Il protagonista è un detective di Portland Nick Burkardt che, insieme al suo collega Hank Griffin, si occupa di risolvere casi di omicidio. La sua vita cambia quando viene a sapere da sua zia Marie di essere un discendente dei Grimm, una dinastia di cacciatori che combatte contro i Wesen, creature fantastiche che si celano dietro volti apparentemente umani.

Continue reading

Benvenuto caro visitatore!

Ogni settimana in questa piattaforma verranno pubblicati nuovi articoli. Se gli argomenti sono di tuo interesse, puoi mettere un “mi piace” e seguirmi nei vari social!