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La battaglia dello Jutland

Giovanna d’Arco

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Meteor Garden 2018

Meteor Garden” è una serie televisiva cinese del 2018, ambientata a Shanghai. La trama è basata sulla serie manga giapponese “Boys Over Flowers” scritta da Yoko Kamio. Ora la serie, diretta da Lin He Long, è trasmessa su Netflix.

Meizuo/Connor Leong, Huaze Lei/ Darren Chen. Shancai/ Shen Yue, Daoming Si/ Dylan Wang, Ximen/Caesar Wu.

Dong Shan Cai (Shen Yue) studia Scienze dell’alimentazione e nutrizione presso la prestigiosa Università di Mingde. La vita della ragazza cambia quando affronta il leader degli F4, Dao Ming Si (Dylan Wang).  Egli non accetta di essere sconfitto, ma Shan Cai è una ragazza audace che non si lascia intimorire. A poco a poco lui svilupperà sentimenti profondi per Shan Cai, fino a innamorarsene. All’inizio la ragazza ha una cotta per un altro membro del gruppo F4: Hua Ze Lei (Darren Chen), ma poi il vero amore cambierà tutto.

In questo remake, Daoming Sì e Shan Cai non vanno d’accordo a causa di incomprensioni infantili. La chimica tra Dylan Wang e Shen Yue ha offerto uno spettacolo divertente. L’out-fit è funzionale: Daoming Sì, ad esempio, ha un’acconciatura “ad ananas” per sottolineare la sua ribellione. Un espediente per sostituire molte scene violente è il bridge, un gioco di carte. Dylan Wang è un attore principiante, ma ha dato a Daoming Sì un’interpretazione singolare.

Se anche tu hai visto Meteor Garden 2018 scrivi un commento sotto questo articolo. Sarebbe bello condividere opinioni diverse. Grazie per il tuo tempo!

TALETE DI MILETO: L’ACQUA

TALETE

Di origini fenicie, visse a Mileto e fu il fondatore della scuola di pensiero che ricerca le cause (αιτιαι) e il principio (αρχη) da cui provengono tutte le cose. Per primo colse, al di là della diversità e della molteplicità delle cose, l’esistenza di un elemento unitario che egli identificò nell’acqua.

Per sapere qualcosa di Talete è necessario rifarsi ad altri, poiché di sua mano non ci è pervenuto nulla.  Sappiamo che fu contemporaneo di Solone e degli altri intellettuali che, con lui, formarono il canone dei “sette sapienti” la sapienza dei quali si esprimeva in brevi massime:
Morali ⇒ Direttiva universale: “conosci te stesso” 
Prudenziali ⇒ Situazioni particolari: “facile è dare suggerimenti a un altro”
Paraenigmi ⇒ Indovinelli: “È nato prima il dì o la notte?” “La notte un dì prima”
Gli viene attribuita anche l’affermazione “tutto è pieno di déi”, probabilmente voleva opporsi all’idea mitica degli dei antropomorfi e dire che la divinità non sta in un luogo, ancor meno in una sorta di “superuomo”, ma in tutto.

Platone tramanda un’immagine di T. un po’ svampita: racconta che il milesio, intento a osservare le stelle, cadde in un pozzo ed una servetta tracia, accortasi dell’accaduto, lo derise, dicendogli che era così assorto nelle cose celesti da non curarsi delle terrene.

Aristotele, invece racconta un altro aneddoto:  un conoscente  accusava T. di essere povero e di non saper usare la propria sapienza per arricchirsi. In tutta risposta, T., grazie alle sue conoscenze meteorologiche, riuscì già in inverno a prevedere una stagione ottima per il raccolto di olive, facendo incetta su tutti i frantoi disponibili per poi subaffittarli a prezzo maggiore. In questo modo ricavò cospicui guadagni, mettendo a tacere le malelingue. 

Oltre ad essere un sapiente T. fu un:

  • Politico: consigliò ai greci della Ionia di unirsi in un’unica realtà statale contro la minaccia Persiana e dissuase i milesi dall’alleanza con Creso, re di Lidia, prevedendone la sconfitta. 
  • Astronomo: predisse l’eclissi solare del 28 maggio 585 a.C., che avrebbe impressionato così tanto i Medi e i Lidi, in guerra tra loro, da cessare di combattere. Scoprì i solstizi,  l’Orsa Minore e molto altro ancora.
  • Matematico:  teorizzò che il cerchio è dimezzato dal diametro, sovrapponendo le due metà; inventò un teorema, che recita: quando due rette si tagliano fra di loro gli angoli opposti al vertice sono uguali; usò la teoria delle ombre per misurare l’altezza della piramide di Cheope e per farlo si è servito di un bastone rigido di modesta altezza. Fissandolo verticalmente nella sabbia, aspettò che la sua ombra assumesse la stessa lunghezza del bastone; quindi misurò l’ombra proiettata dalla piramide e, aggiungendo a questa metà la misura della lunghezza del lato di base, ne ottenne l’altezza.
  • Ingegnere: Progettò e realizzò un canale per deviare un fiume dal suo corso e farlo rientrare più avanti nel suo alveo. Tale espediente avrebbe permesso all’esercito di Creso, in guerra contro il persiano Ciro il Grande, di attraversare il fiume Halys.
  • Fisico: Scoprì la forza di attrazione della pietra magnesia. Chiamò la forza “anima”

Aristotele attribuisce a T. l’identificazione nell’elemento umido  del principio di tutte le cose, perché:

  • dall’esame sensoriale dei fenomeni rileva che ciò che è umido costituisce l’alimento necessario dei viventi.
  • l’umido è il substrato che sorregge la Terra. Da ciò trae una singolare concezione del cosmo, in cui la Terra poggia sull’acqua. Su questa base spiega l’origine di terremoti e inondazioni.
  • pur mantenendo inalterate le sue proprietà, l’acqua può assumere varie forme: liquida, solida e aeriforme.
  • l’acqua è dotata di “mobilità, forza e vita”, perché scorre nei fiumi, trascina nei torrenti e batte nelle onde.

Hegel ritiene che al principio di T. vanno riconosciuti due meriti:

  • la capacità di astrarre e concepire la natura come un essere sensibile semplice;
  • l’aver posto l’acqua come un concetto infinito.

L’acqua è da intendersi come principio astratto più che come materia fisica. Essa si presenta quale principio unico ed eterno, che assicura il formarsi e il persistere di ogni forma vivente: se così non fosse la vita si esaurirebbe.

Nella tradizione mitica l’acqua era importante, perché mari e fiumi favorivano l’agricoltura, i commerci, i trasporti e le comunicazioni. Inoltre Oceano e Teti erano considerati i progenitori del mondo. Talete va oltre perché, non identificando l’acqua con la divinità, spiega i fenomeni iuxta propria principia, ovvero secondo i principi della natura stessa. Cerca di spiegare il Tutto, non mettendo insieme alcune osservazioni particolari, ma utilizzandole per una spiegazione generale e fisica, in quanto individua la dimensione dell’immutabile e del permanente al di là della realtà delle cose, la quale invece muta continuamente, assumendo forme sempre diverse.

Fonti:

Aristotele, Metafisica, Libro I, 983 b; Politica I, 11 1259 a5-18; DK 11 A10

Callimaco, Giambi

D. Laerzio, Vite dei filosofi, Libro I

Erodoto, Storie 1.74

G.W.F. HEGEL, Vorlesungen über die Geschichte der Philosophie, p. 205, 1833.

Platone, Protagora 343 a-b; Repubblica 600 a DK 11 A3; Teeteto, 174 a-174 c DK 11 A9

Proclo, Commento al libro I degli Elementi di Euclide

I FILOSOFI DI MILETO:

  1. ANASSIMANDRO: L’APEIRON
  2. ANASSIMENE: L’ARIA

ALTRI ARTICOLI DI STORIA DELLA FILOSOFIA ANTICA:

  1. IL MITO
  2. I PRESOCRATICI