I “Presocratici” 

Aristotele fu il primo ad abbozzare una storia della filosofia. Nella Metafisica egli ricostruisce la storia della filosofia a lui precedente. In realtà  non gli interessava scrivere una “storia della filosofia”, ma  riprendere tutto quello che si era detto su un dato argomento per poi affrontarlo a sua volta. Non è un caso, infatti, se Aristotele presenta una storia della filosofia per problemi e non per autori.

L’opera si apre con una frase: Πάντες ἄνθρωποι τοῦ εἰδέναι ὀρέγονται φύσει, ovvero “Tutti gli uomini, per natura, aspirano al sapere“. Il periodo sopracitato spiega che nel momento in cui l’uomo si libera dai bisogni quotidiani, come il mangiare, il bere o il dormire, è portato, per sua stessa natura, a riflettere sul mondo circostante e a ricercare le cause che spieghino l’andamento del tutto.

Nel primo libro della Met. Aristotele fornisce una rassegna di autori, molti dei quali non compaiono nel tradizionale elenco di un qualsiasi manuale di filosofia, come il poeta Esiodo o l’ateniese Ferecide, maestro di Pitagora.  L’elenco standard  si deve alla storia della filosofia di ambito tedesco tra il XVIII e il XIX secolo. Il termine «Presocratici»,infatti, fu introdotto nel 1788 dallo storico tedesco della filosofia Johann August Eberhard. La definizione divenne canonica nel 1903 quando il filologo tedesco Hermann Diels raccolse nel corpus  Fragmente der Vorsokratiker i frammenti e le testimonianze degli autori vissuti prima di Socrate. Ancora oggi si citano i frammenti con a fianco la sigla DK, acronimo del già citato Diels e Walter Kranz, l’allievo che ha aggiornato la raccolta.

I “Presocratici” non sono i filosofi vissuti prima di Socrate, perché alcuni di loro sono stati suoi contemporanei. Il termine non riporta neppure ad un riferimento tematico. Sostenere che i presocratici  si siano occupati principalmente della natura e che Socrate abbia trattato esclusivamente tematiche appartenenti all’etica è quanto di più sbagliato, perché sia il commediografo Aristofane (ne Le nuvole) sia il filosofo Platone (nel Fedone) sostengono che il giovane Socrate si sarebbe occupato ANCHE della Φύσις , ovvero della natura. Sarebbe più corretto definire questi primi filosofi  Aρχηγοί (Archegoi), ovvero coloro che per primi ricercarono la causa prima, l’origine di ogni cosa. Aρχή ha sia un significato cronologico “inizio”, sia uno eziologico “principio”.

«La maggior parte di coloro che per primi filosofarono – scrive Aristotele –  pensarono che i principi di tutte le cose fossero solo quelli che rientrano nella specie materiale. Infatti essi affermano che ciò a partire da cui tutti gli esseri esistono e da cui originariamente si generano e in cui si risolvono da ultimo, è elemento ed è principio degli esseri, in quanto è un sostrato che rimane identico pur nel trasmutarsi delle sue affezioni».

                                                         Aristotele, Metafisica Alpha, 983b6-27

L’obiettivo di Aristotele era quello di ricercare tutti quegli uomini che in passato avessero riflettuto sulla realtà e, trascendendo dai casi particolari, siano riusciti a formulare un’ipotesi generale per spiegare il funzionamento della realtà. A seguito di ciò egli afferma che l’ἀρχηγός, colui che per primo ha ricercato le cause,  fu Talete di Mileto.

I FILOSOFI DI MILETO:

  1. TALETE DI MILETO: L’ACQUA
  2. ANASSIMANDRO DI MILETO: L’APEIRON
  3. ANASSIMENE DI MILETO: L’ARIA

 

 

Informazioni su Angela Sabatino

Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.
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