PITAGORA

PITAGORA

Nacque a Samo, ma verso il 530 a. C. fuggì a causa della tirannide di Policrate, ostile al vecchio dominio degli aristocratici. Si recò a Crotone nella Magna Grecia, ove fondò la scuola dei pitagorici. Crotone fu sconvolta poi da una rivolta democratica, che sfociò nell’incendio dell’edificio dei pitagorici, uccidendone alcuni. Si narra che Pitagora riparò a Locri e poi a Metaponto. Perseguitato si arresterà di fronte ad un campo di fave.

Secondo la credenza pitagorica le anime dei morti ritornavano in vita attraverso le fave, quindi cibarsene avrebbe ostacolato il loro passaggio.

L’insegnamento di Pitagora si sviluppava per gradi, secondo un modello iniziatico tipico delle sette. I membri erano tenuti a mantenere il silenzio. Da qui la leggenda di Ippaso, ucciso per aver divulgato la dottrina dell‘incommensurabilità della diagonale col lato del quadrato.

I pitagorici erano per un sapere elitario – piramidale, contrariamente ai milesi, che erano favorevoli ad un sapere aperto, circolare ed orizzontale. Nella scuola pitagorica gli acusmatici si limitavano ad ascoltare i precetti e a seguirli. Per un periodo dovevano rinunciare a parlare (afasia), affinché si abituassero ad ascoltare e a ragionare prima di comunicare. I matematici, invece, erano coloro che pervenivano alla conoscenza dei μάθημα (máthema), elementi di aritmetica, geometria, astronomia e musica. Nell’ambito della geometria la scuola di Pitagora diede un grande contributo, basti pensare al teorema di Pitagora, che asserisce che la somma dei quadrati dei cateti è equivalente al quadrato dell’ipotenusa. 

Pari v.s. Dispari

Per i Pitagorici il numero 1 è un non numero, in quanto se aggiunto ad un numero pari dà un numero dispari e viceversa. La decade (10) esprime la perfezione, perché è la somma dei primi quattro numeri. La tetrade (4) è un numero sacro, perché il quadrato è divisibile in due parti uguali e rendere giustizia significa dare egualmente l’uguale all’uguale. Pitagora riconduceva tutto ai numeri (Archè), i quali sono divisi in:

  • Pari: imperfetti, aperti, molti. Emblema del male, delle tenebre e della donna.

    10

  • Parimpari: equilibrio
  • Impari: perfetti e chiusi. Emblema del bene, della luce, dell’uno e dell’uomo.

Secondo la tradizione Pitagora era abile nelle capacità predittive e aveva una straordinaria memoria. Tra i suoi rivestiva quasi un potere magico, perché in molti attestavano che fosse un guaritore, che placava le tempeste e interrompeva persino le pestilenze.

MONOCORDE

Tra le altre cose, Pitagora era anche un compositore ed esperto di musica. Egli credeva che l’universo fosse un immenso monocorde tra cielo e terra. Il monocorde è uno strumento composto da una sola corda tesa sopra una cassa di risonanza tra due ponti, e posata su un terzo ponte intermedio che può essere spostato in modo da dividere la corda a piacere e ottenere suoni di altezza variabile. Il termine “cosmo” è sinonimo di armonia universale, intesa come l’insieme delle relazioni matematiche a cui corrispondono delle “armonie musicali”.

COSMOLOGIA PITAGORICA

L’unità  ha un corrispettivo cosmologico nel fuoco, una sfera (la più perfetta delle figure geometriche in cui tutto sta alla stessa distanza dal centro). Pitagora aveva una visione del cosmo non geocentrica: la terra non sta al centro del cosmo, ma ruota in senso antiorario intorno al fuoco centrale, come tutti gli altri corpi celesti, che si muovono lungo orbite sferiche concentriche, ciascuno bilanciato da un altro, in posizione opposta.

Alle discipline scientifiche si ancoravano le dottrine sul destino delle anime, le quali dovevano prepararsi ad accedere ad una vita beata, dopo essere passate attraverso una serie di trasmigrazioni, ossia di reincarnazioni (metempsicosi). Il divieto di mangiare la carne spiega la necessità di rispettare il valore dell’anima che abita ogni corpo animale. Nei Pitagorici, infatti, vi è la responsabilità di educare l’anima in vista di una vita migliore dopo la morte. Per Pitagora il corpo era la prigione dell’anima. Ciò anticipa il dialogo dell’immortalità dell’anima di Platone (Fedone) di cui si parlerà nelle prossime lezioni.

 

 

 

Informazioni su Angela Sabatino

Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.
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Una risposta a PITAGORA

  1. FRANCESCO ANANIA scrive:

    Di certo, la trasmigrazione dell’anima, come la numerabilità degli enti ha un certo suo fascino.
    Circa le leggende sulla setta, resto affascinato … come gioco ma nulla ppiù

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