Le premesse della prima guerra mondiale

Nel maggio del 1875 l’imperatore austriaco Francesco Giuseppe si propose come protettore dei popoli slavi. Due mesi dopo, incoraggiati dall’Austria – Ungheria e dalla Russia, la quale approfittava del minimo pretesto per estendersi ad occidente, ottenendo così uno sbocco sul Mar Mediterraneo, i contadini slavi delle due province ottomane della Bosnia e della Erzegovina si ribellarono ai grandi proprietari terrieri musulmani.

Il 2 luglio 1876 la Serbia e il Montenegro, due principati slavi autonomi costituitisi nel 1856, dopo la guerra di Crimea, intervennero a favore dei ribelli, ma furono sconfitti dall’esercito turco. In seguito, il 24 aprile 1877, nonostante il nuovo sultano Abdul Hamid II richiamasse la mediazione delle potenze, lo zar Alessandro II emanò da Kišinëv (oggi Chișinău) la dichiarazione di guerra contro la Turchia. La Russia, non potendo contare su una favorevole situazione strategico-militare, si alleò con il Principato di Romania, stato subalterno dell’Impero ottomano, retto dal 1866 da Carlo I. Sul campo di guerra l’esercito russo ebbe la meglio, sicché il sultano di Istanbul fu costretto ad accettare la pace di Santo Stefano (marzo 1878), che prevedeva la nascita dello stato di Bulgaria, costituita come principato turco, ma in realtà sotto il controllo militare della Russia.

Questo cambiamento geopolitico suscitò la reazione dell’Inghilterra, che denunciò l’insolvenza del Protocollo di Londra (1877), in base al quale il governo britannico sarebbe rimasto neutrale nel conflitto russo – turco, a patto che lo zar si impegnasse, in caso di vittoria, a non creare stati nei Balcani. Insoddisfatta era anche l’Austria – Ungheria, che garantendo la sua neutralità nella guerra si aspettava in ricompensa la Bosnia e l’Erzegovina. A questo punto Bismarck, il cancelliere tedesco, fra il giugno e il luglio 1878, organizzò a Berlino un congresso delle potenze per discutere la pace di Santo Stefano e giungere così ad un accordo.

Il Congresso di Berlino (1878)

Alla Russia fu imposto di rinunciare alla Bulgaria, ma mantenne la Bessarabia a spese della Romania, l’Austria – Ungheria ottenne l’ “amministrazione temporanea” della Bosnia – Erzegovina e l’Inghilterra richiese per sé l’isola di Cipro. Inoltre Serbia, Montenegro e Romania furono dichiarate indipendenti.

Bismarck, temendo un rafforzamento russo, nel 1879 si alleò con l’Austria – Ungheria (Duplice Alleanza). Nel 1881 la Francia occupò la Tunisia per rivalersi sui territori ottenuti a Berlino dall’Inghilterra e dall’Austria – Ungheria. L’Italia, isolata dalle trattative, si avvicinò alla Germania, principale avversario della Francia. Nel 1882 nacque la Triplice Alleanza, che comprendeva l’Austria – Ungheria, la Germania e l’Italia. Si trattava di un accordo difensivo, che prevedeva il sostegno reciproco dei tre stati. Aderendo alla triplice alleanza l’Italia rimandava l’annessione di Trento e Trieste, sotto il dominio asburgico, perché considerò prioritario trattenere l’imperialismo francese nell’area mediterranea. Allo stesso modo nel 1892 Francia e Russia stipularono un’alleanza difensiva. Nel 1897 a Pietroburgo lo zar Nicola II e il presidente francese Faure si incontrarono per ufficializzare l’alleanza. A tal proposito significativo è il motto latino che riassume l’incontro, che recita: “Si vis pacem para bellum”.

Nel 1903 in Serbia era tornata la dinastia dei Karagjeorgjevic, che professava una politica contro la dinastia asburgica. L’intento, infatti, era quello di creare un grande Stato che riunisse tutti gli slavi del sud. Nel 1908 il governo di Vienna proclamò l’annessione unilaterale della Bosnia e dell’Erzegovina, trasgredendo gli accordi di Berlino. Quell’atto di forza provocò la Serbia, che vedeva in questo modo sfumare l’annessione delle popolazioni slave. Gli attriti erano evidenti su più fronti e il sistema di alleanze rendeva anche la più piccola scaramuccia un conflitto su larga scala.

Questo era lo scenario che anticipò il focolare delle guerre balcaniche e del primo conflitto mondiale. L’attentato a Sarajevo fu il pretesto, non di certo la causa. Le dinamiche, come spiegato di sopra, erano più intrinseche e ingarbugliate. Nel corso di questa rubrica sul Novecento proveremo a sbrogliare questa matassa, affinché ogni nodo venga al pettine e si possano comprendere in pieno pagine di storia il cui contenuto non è così scontato.

 

Informazioni su Angela Sabatino

Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.
Questa voce è stata pubblicata in Il caffè storico, Storia Contemporanea e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.