I 50 ANNI DEL TERREMOTO DEL BELICE: CORREVA L’ANNO 1968

I siciliani avevano da poco salutato il 1967, quando nella notte fra il 14 e il 15 Gennaio del 1968 la valle del Belice, che comprende le province di Trapani, Palermo ed Agrigento fu colpita da un violento terremoto. Le scosse iniziarono nel primo pomeriggio della giornata del 14 per poi protrarsi per diversi giorni, angosciando i siciliani, molti dei quali persero la vita o alcuni membri della famiglia. In tanti abbandonarono le proprie case per trovare sicurezza all’interno di tende sistemate all’aperto alla meno peggio. Corleone non fu tra i paesi più colpiti, ma l’irruenza delle onde sismiche si fece sentire anche nel mio territorio, distruggendo parecchi edifici e case. In quegli anni mio nonno paterno, Domenico Sabatino (1894 – 1988), un contadino di settantatré anni con un’ istruzione di terza elementare, rimase colpito da quelle giornate e ne volle lasciare memoria tramite un componimento poetico molto esaustivo.

Di seguito troverete la poesia che mio padre ha custodito per cinquanta anni con una parafrasi per aiutare nella lettura del testo, anche se scritto con una calligrafia piuttosto chiara e ordinata.

Il componimento esordisce con un richiamo a tutti i lettori affinché si prestasse attenzione. Questo espediente poetico è molto comune tra i cantastorie. Il ritmo del testo è calzante, aiutato anche dalla presenza di alcune rime. Vi sono anche molti enjambement ed altre tecniche metriche che difficilmente potrebbero attribuirsi ad un uomo con quella istruzione! Nel testo, mio nonno, riporta dati reali, con morti, distruzioni di case e disagio degli abitanti di Corleone, che chiedevano aiuto a San Leoluca, santo patrono, e allo Stato italiano. Belli gli ultimi versi, in cui dichiara di non essere diplomato e con umiltà spiega che cosa occupasse le sue giornate.

L’amore per la poesia credo sia una dote di famiglia, perché anch’io mi diletto a farlo e sono fiera di aver ereditato questo da un nonno che non ho conosciuto, ma a cui sono affezionata grazie ai racconti di mio papà che me lo descrive come un uomo schietto e dall’animo buono.

In queste giornate di memoria fino al 21 gennaio, a Corleone, nell’ex chiesa di Sant’Andrea, antica sinagoga ed oggi sede del Comitato per il Venerdì Santo, è esposta una mostra fotografica, che offre al pubblico gli scatti realizzati dal giornalista Nonuccio Anselmo. Di seguito troverete la locandina dell’evento per maggiori informazioni. Io ne consiglio caldamente la visita, sono testimonianze storiche che meritano tutta la nostra attenzione. 

Il Terremoto in Sicilia del 14 e 15 Gennaio 1968

O cristiani state tutti a sentire
questa storia che vi voglio raccontare
dei castighi che manda il Signore
quando il suo cuore è pieno d’ira
contro i tanti peccatori.
Spesso la terra si sente tremare
e noialtri quando il popolo finirà
[staremo] alle leggi del sommo Redentore.

Eravamo nell’anno millenovecentosessantotto.
Il 14 e il 15 Gennaio che rimanga scritto
che la terra cominciò a tremare di botto
e qualche bel paese fu distrutto.
A Corleone tutti lasciarono case e letto
cercando qualche rifugio dappertutto
ma dalle scosse non successe lutto
a Contessa Intellina c’è stato un morto.

Montevago, Salaparuta e Gibellina
furono distrutti con vera rovina
molta umanità perì quella mattina
sotto le macerie della colpita zona
e molti paesi della località vicina
intesero le scosse della paurosa scena.
E quante case furono lesionate
e molte ancora inabitabili dichiarate.

E quando nella mattina si è sentito
quello che in Sicilia era accaduto
che più di un paese era crollato
con questo “flagelloso” terremoto
tutto il mondo intero fu avvertito
con i giornali e con il comunicato
e ogni nazione ha provveduto
a mandar quanto di meglio hanno potuto

A causa di questi movimenti di terreno
molti emigrarono in paesi lontani
altri se ne andarono a Torino
e molti ancora in provincia di Milano.
Qualcuno rimaneva nel Toscano
e tanti e tanti in località più vicine
come Roma, Calabria e Napoli,
lasciando tutto quanto in abbandono
Ma pure vi sono stati i coraggiosi
che non volendo lasciare le proprie case
si costruirono capanne a loro spese
in località larghe, ampie e spaziose
e si dormì così per mesi e mesi
finché durò quella terribile fase
e ciò che vi racconto non sono false cose
perché spesso si sentono tremare le case

A San Leoluca nostro Protettore
si prega in questi giorni con furore
perché implorasse al Sommo Redentore
affinché cessassero queste scosse con furore
per salvare tante umane creature
e le nostre casette costruite con sudore.
E speriamo con queste umili preghiere
sani e salvi nelle nostre casette ritornare

A questo bel santo che da tempo poco si pensava
perché da anni non c’è stata paura
ma in quella brutta e lunga notte nera
tutti a San Leoluca si chiamava
perché atterriti dalle scosse si era
e fra la pioggia e neve si soffriva
e dappertutto si sperava
che presto spuntasse l’alba e il chiarore

Al nostro intero e umile Governo
che a tanti sinistrati dovrebbe pensare notte e giorno
[lo esortiamo] di farci avere tutto e senza inganno
di viveri, rifugi tutti hanno bisogno
a lui rivolgeremo il nostro sogno
affinché i suoi soccorsi non ci mancheranno
perché in molti siamo ricoverati
sotto le tende da lui costruite

E quando queste scosse saranno cessate
dal nostro Governo si spera certi aiuti
per ricostruire tante case decollate
da questi spaventosi terremoti.
Le nazioni del mondo sono unite
e mandano soccorsi ai sinistrati
ma il nostro Stato non ci porge aiuti
molte case resteranno demolite.

Questi versi li ho scritti in tempo strano
perché le scosse sono di continuo
non sono di certo diplomato
perché coltivo sempre nel mio giardino
pieno di aranci, limoni e qualche mandarino
il mio nome è Domenico Sabatino.

Informazioni su Angela Sabatino

Nasce a Corleone il 03/05/1993. Dopo la maturità classica consegue presso l'Università degli Studi di Palermo prima la laurea triennale in Studi filosofici e storici (marzo 2016) e, in seguito, anche la laurea magistrale in Studi storici, antropologici e geografici (ottobre 2017) riportando la valutazione di 110/L. Nel novembre 2017 fonda il blog "il caffè storico" per condividere la sua passione per gli studi storici. Auspica in futuro di concludere la stesura di un romanzo.
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